Credibilità alla prova dei fatti

Dicevamo che negli Stati Uniti la crescita stava accelerando? Scherzavamo, infatti abbiamo ridotto le nostre aspettative di crescita su quest’anno (2-2.3%) e sul prossimo (2.9-3.1%). Dicevamo che avremmo cominciato a ridurre l’intensità degli acquisti legati alle politiche di quantitative easing? Scherzavamo, come non detto… si continua come prima. Quanta credibilità ha perso la FED con la mossa del 18 settembre?
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Da |martedì, 1 ottobre, 2013|Banche Centrali, Mercati, U.S.A.|0 Commenti

Nuovo record del debito pubblico italiano

In base ai dati diffusi oggi da Bankitalia il debito pubblico italiano ha fatto un balzo di 33 mld in un mese, quasi 100 mld in più in un anno (+5% rispetto a maggio 2012). Il nuovo livello è 2.074 mld. Con un fiscal compact che incombe non è una buona notizia per le possibilità di ripresa dell’Italia. L’obiettivo del 60% del rapporto debito/Pil si allontana ed aumenta l’eventuale onere necessario a riportarci su un percorso di riavvicinamento a detto limite. Essersi impegnati al pareggio strutturale di bilancio e alla riduzione di 1/20 dell’eccedenza del debito oltre il 60% è stato coraggioso e necessario ma attualmente rappresenta più che altro una promessa vuota, priva di contenuti definiti.
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Da |martedì, 16 luglio, 2013|Debiti pubblici, Tematiche|0 Commenti

La recessione e le incertezze creano euforia?

I mercati azionari (S&P, DJ, Nikkei, Dax…) sono prossimi o hanno raggiunto nuovi massimi. Elezioni italiane, sequester USA, continue riduzioni nelle attese di crescita, bolla immobiliare cinese, continue svalutazioni bancarie, guerre valutarie,… tutto annega nel quantitative easing, tutto passa perché tanto le Banche Centrali comprano stampando moneta. Può la creazione di una bolla sui mercati azionari salvarci dalla crisi generata dallo scoppio di altre bolle?
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Da |venerdì, 8 marzo, 2013|Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Il palloncino, ovvero l’ago che farà “scoppiare” la bolla dei mercati?

E se i mercati fossero, come teme Draghi, in bolla e le elezioni italiane l’ago che buca il palloncino? Le incertezze italiane potrebbero determinare un effetto “contagio” su altri mercati e riaprire ferite non rimarginate completamente? Per il momento l’effetto delle elezioni è abbastanza contenuto e continua a funzionare il sostegno dell’enorme liquidità immessa sui mercati. Per il momento.
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Da |giovedì, 28 febbraio, 2013|Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Spesa pubblica italiana

Spesa pubblica italiana in % sul Pil (2009):
11.4% Redditi lavoro dip (sanità, difesa, istruzione…)
22.1% Prestazioni sociali (sussidi, pensioni, sanità..)
6.2% Consumi intermedi
2.4% Investimenti lordi
…. totale 47.3% del PIL senza contare gli interessi
Detto altrimenti: l’ 84% della spesa è fatto dalle prestazioni sociali, dai dipendenti pubblici e dai consumi intermedi ad essi funzionali… ossia “ciccia” viva che se tagliata diventa almeno nel breve recessione. Se aggiungiamo gli investimenti (senza i quali si compromette la funzionalità futura delle infrastrutture già trascurate) la percentuale diventa.. 89%. Sui consumi intermedi pur essendo ben possibile fare “efficienza” difficilmente si potrà incidere molto sul complesso… inevitabili quindi tagli più sostanziosi e recessivi… oppure…

Da |venerdì, 4 maggio, 2012|Commenti Brevi, Crisi Euro, Mercati|0 Commenti