L’insostenibile leggerezza del QE

Tanta è stata la fiduciosa attesa per il Quantitative Easing (QE) in salsa europea da anticiparne quasi tutti i suoi effetti al momento del suo concretizzarsi? Dovrebbe essere questa una delle domande principali di chi segue i destini delle manovre ultra-espansive condotte dalle Banche Centrali (BC) sino ad oggi. Insieme naturalmente a: Se la Grecia fallisse veramente avrebbe un impatto relativamente marginale sui mercati finanziari?
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Compiacenza (Draghi dove sei?)

Il nostro silenzio era dovuto per rispetto a mercati particolarmente compiacenti a cui piaceva non pesar nulla, essere dimentichi di tutto. Rompiamo qui il silenzio perché la compiacenza si è appannata. Non è un allarme generale ma la sottolineatura di un altro evento stile “15 ottobre” che può suggerire a orecchie attente almeno un po’ di moderazione e fornire elementi utili a meglio definire il contesto.
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…it was drowning in debt!

Anche il 2014 è stato un anno in cui i debiti sono aumentati: in Cina, negli USA, in Italia… ovunque. Che problema c’è? Nessuno se il ritmo con cui crescono è il linea con la crescita economica… It was drowning in debt! Poi ci sono le Banche Centrali che salvano tutti! Forse abbiamo poca memoria e troppa fiducia…
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Da |giovedì, 22 gennaio, 2015|Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Perchè i tassi sono tornati a scendere?

La vera domanda che bisognerebbe porsi in questo ultimo periodo è… perché i tassi dei principali titoli di stato, soprattutto sulle lunghe scadenze, sono tornati a scendere? Certo l’aspettativa del QE di Draghi potrebbe in parte fornire una motivazione ma non in modo adeguato anche perché l’attesa (frustrata) è in piedi dall’autunno scorso… Ma allora?
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Da |giovedì, 22 maggio, 2014|Mercati, Scenari globali|Commenti disabilitati su Perchè i tassi sono tornati a scendere?

Principali PMI index

Riportiamo una sintesi dei principali PMI index manifatturieri.
Nello specifico segnaliamo che:

per gli USA abbiamo scelto l’indice ISM (indice PMI emesso dall’Institute Supply Management);
per la Cina abbiamo scelto l’indice PMI di HSBC (essendo una maggior garanzia di “terzietà”);
per il Brasile abbiamo scelto l’indice elaborato da l’HSBC;
per il Giappone abbiamo scelto il PMI fornito da Markit;
per la Germania la scelta è ricaduta sul PMI fornito da Markit.

La fase di accelerazione complessiva a cui abbiamo assistito nel 2013 sembra per lo meno indebolirsi…

(fonte: rielaborazione dati Bloomberg)

Da |mercoledì, 7 maggio, 2014|Commenti Brevi, Scenari globali|0 Commenti

Un nuovo sistema monetario internazionale (Dollaro Adieu?)

Nel 1971 il sistema monetario post II Guerra Mondiale legato all’oro, come definito dagli accordi di Bretton Woods, finisce definitivamente e viene sostituito da un sistema basato esclusivamente sul Dollaro che viene così imposto nei fatti come valuta di riferimento internazionale.
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Da |lunedì, 5 maggio, 2014|Banche Centrali, Exit Strategy, Quantitative Easing, Scenari globali|Commenti disabilitati su Un nuovo sistema monetario internazionale (Dollaro Adieu?)

Difese pericolose (tassi in salita)

Variazione nei tassi di riferimento degli ultimi giorni:
Turchia: +4,25%  (28/1)
Sud Africa: +0,50% (29/1)
Brasile: +0,50% (15/1)
Come anticipato (vedi) alle Banche Centrali dei paesi emergenti più esposti non è rimasto altro che alzare i tassi di riferimento per provare a limitare, nel breve, i danni prodotti dalle forti svalutazione delle valute emergenti (non tutte) a cui stiamo assistendo ormai da mesi.
E’ un gioco pericoloso per paesi che hanno alimentato negli ultimi anni una crescita dei crediti privati interni sostanziosa (fino all’anno scorso sostenuta dai flussi di capitale proveniente dai paesi “sviluppati”). Sono difese che rischiano di compromettere, nei prossimi mesi, la sostenibilità di una crescita globale già debole.
Restiamo nell’ambito degli effetti collaterali derivanti dalle diverse politiche di quantitative easing…
 

Da |lunedì, 3 febbraio, 2014|Commenti Brevi, Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Gli angoli della coperta corta.

La BCE nuovamente al centro della ribalta. Più insistenti le voci e le opinioni in favore di un nuovo quantitative easing made in Europe. In parallelo si leggono più frequentemente i commenti di chi ritiene che anche la FED dovrà aumentare anziché ridurre il suo QE-infinity. Fatto non contraddetto dall’audizione della Yellen (successore di Bernanke) al Senato USA in cui si sostiene la necessità di mantenere una politica monetaria generosa. Persino in Giappone si reclama un aumento degli acquisti mensili della BOJ. Dopo il taglio della BCE, insomma, è arrivato un diluvio di quantitative easing verbale…
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Da |mercoledì, 20 novembre, 2013|Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Acque tranquille… approdi sconosciuti

Il contesto dei mercati resterà probabilmente “tranquillo” da qui a Natale; nessuno ha interesse a disturbare i consumatori nel periodo prenatalizio. Dollaro (non svalutante) e/o tassi (non crescenti) permettendo. E non è poco… Navighiamo in acque apparentemente tranquille ma gli strumenti utilizzati per ottenere questo risultato sono talmente unconventional che non è irragionevole attendersi degli approdi alquanto “innovativi”.
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Da |martedì, 5 novembre, 2013|Banche Centrali, Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Equity, equity… il canto delle sirene.

Accordo raggiunto… nel senso che gli USA hanno trovato un accordo per rinviare la ricerca di un’intesa sostenibile sul debito all’anno nuovo. Tanto basta per iniettare una certa euforia sui mercati più che altro perchè grazie alla tregua politica la exit strategy sembra allontanarsi. Un altro calcio al barattolo…
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Da |martedì, 22 ottobre, 2013|Mercati, Scenari globali|0 Commenti