QE or not QE… (il dilemma di Draghi)

Per la terza volta quest’anno ci troviamo alla vigilia di una decisione di Draghi. Dopo cinque anni di resistenze la BCE opterà anch’essa per un quantitative easing (QE) in senso proprio fornendo l’indispensabile droga-liquidità ai mercati? Lo farà subito o entro giugno? Il movimento deflattivo dei prezzi al consumo e il cambio relativamente forte avranno convinto Draghi (o meglio il blocco germanico) a fare il grande passo? Hummm…
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Da |mercoledì, 2 aprile, 2014|Banche Centrali, Exit Strategy, Mercati, Quantitative Easing|Commenti disabilitati su QE or not QE… (il dilemma di Draghi)

Attese e paure nell’era della Exit Strategy

Le estensioni dei quantitative easing si fanno attendere, soprattutto quella europea, anche se i mercati sembravano cominciare a scontarne l’inevitabile arrivo. Nonostante aumentino i dubbi sull’utilità delle politiche ultra espansive i mercati si ostinano a richiederne ulteriori “dosi”… Sicuramente l’obiettivo di spingere verso una propensione al rischio sempre più elevata è stato praticamente raggiunto, visti i livelli raggiunti dai principali mercati azionari mondiali. Ma anche gli effetti collaterali cominciano a farsi significativi. Forse per questo dal Giappone trapela una certa freddezza nel procedere ad ulteriori manovre e non è escluso che la Fed debba aumentare il suo tapering, ridimensionando ulteriormente gli acquisti mensili. Anche la Bank of England non dice più che lascerà i tassi bassi ma che non li alzerà “immediatamente”. L’exit stategy è inevitabilmente iniziata ed ora bisogna gestirne le conseguenze.
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Da |lunedì, 27 gennaio, 2014|Exit Strategy, Mercati|Commenti disabilitati su Attese e paure nell’era della Exit Strategy

Exit strategy is “on air”!

Con la dichiarazione del 18 dicembre la FED ha, nella sostanza, contraddetto se stessa. Nuovamente. La riduzione di 10 mld negli acquisti mensili previsti dal programma di quantitative easing – QE delle autorità monetarie statunitensi avverrà infatti prima di quanto, solo a settembre, le stesse avevano lasciato intendere sarebbe avvenuta. Nell’intraprendere la riduzione si è comunque cercato di attenuarne l’impatto ribadendo che i tassi, ufficiali, rimarranno bassi a lungo e riducendo l’obiettivo di disoccupazione (ora fissato più in prossimità del 6%), raggiunto il quale il QE subirebbe ulteriori riduzioni. La FED è consapevole di aver abusato dello strumento e teme gli effetti che la exit strategy produrrà; non si spiegherebbe altrimenti tanta attenzione nel dichiarare di voler intraprendere una strada e contemporaneamente lasciar intendere di essere pronti a tornare sui propri passi. Cosa tocca fare per consentire allo S&P500 di raggiungere nuovi massimi e permettere così la sopravvivenza della favola dei QE risolvi-tutto…
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Da |giovedì, 2 gennaio, 2014|Exit Strategy, Mercati|0 Commenti

Selection agosto (India)

Alcuni link utili che forniscono un quadro delle terbulenze finanziarie che sta affrontando l’India:

1) Sensex in sofferenza
2) Warning da Fitch
3) L’opinione dell’Economist
4) Legame FED-India
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Da |venerdì, 23 agosto, 2013|Exit Strategy, Link Interessanti, Mercati, Scenari globali|0 Commenti

Le paure di Bernanke e dei mercati… niente exit strategy?

Il rialzo dei tassi iniziato (vedi anche) a maggio ha traumatizzato i mercati al punto che, a più riprese, i governatori delle Banche Centrali sono dovuti intervenire per rassicurare i mercati. Persino Draghi ha dovuto ribadire il suo “tutto quanto è necessario” per attenuare le tensioni che si andavano accumulando sui mercati. La politica dei tassi bassi, nelle intenzioni dei banchieri centrali, durerà ancora a lungo… DEVE durare ancora a lungo. Niente exit strategy. Ma qualcosa comunque è successo e non sarà facile arrestare gli effetti a cascata che produrrà. […]

Da |lunedì, 22 luglio, 2013|Banche Centrali, Exit Strategy, Mercati|1 Commento

Il profilarsi all’orizzonte della exit strategy?

Il buon dato del Pil giapponese della scorsa settimana ha ridato solo una breve speranza ai sostenitori delle manovre di QE anche perché la BoJ ha confermato di non volere “rilanciare” nelle sue politiche ultra-espansive. Anche le ulteriori misure (liberalizzazioni e riduzioni di tasse) ipotizzate dal Governo Abe sono sembrate non solo insufficienti ma tendenzialmente pericolose per la tenuta del debito pubblico.
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Da |lunedì, 17 giugno, 2013|Exit Strategy, Mercati|0 Commenti