“Il nostro silenzio era dovuto per rispetto a mercati particolarmente compiacenti a cui piaceva non pesar nulla, essere dimentichi di tutto. Rompiamo qui il silenzio perché la compiacenza si è appannata”…

Questo era l’incipit del nostro post di un annetto fa… un senso di déjà vu pervade l’attuale contesto dei mercati con in più un senso d’incertezza (per quanto le Banche Centrali potranno ancora stupirci con i loro effetti speciali) e un senso d’incredulità (per come i mercati si ostinino a non prendere atto del fallimento delle politiche ultra espansive) che ci tengono in uno stato di sostanziale dissonanza cognitiva. Proviamo a dare un po’ di ordine al contesto…

I mercati hanno inteso che dal G20 di Shanghai sia emerso una sorta di tacito accordo per preservare lo status quo valutario: il dollaro non rivaluta mentre il renminbi non svaluta (in estrema sintesi). Le pax sono storicamente fragili e temporanee… difficile pensare che questa riesca ad evitare il suo destino. Comunque, grazie soprattutto alla FED, il mercato ha potuto recuperare i cali di febbraio soprattutto sul lato emergenti e materie prime. Più che altro tutto stava andando troppo rapidamente … Come detto però in precedenti post, ormai, ogni azione delle BC non è più a favore dei più senza danni per altri, perché troppe situazioni sono prossime a punti di rottura. Così, la pax USA-Cina, ha messo in difficoltà soprattutto Giappone ed Europa. La tua svalutazione è la mia rivalutazione… così, ad esempio, abbiamo assistito ad una rapida rivalutazione dello Yen che ha penalizzato in modo significativo il mercato azionario giapponese, dazio inevitabile per l’atteggiamento più dovish della FED (si allontanano le prospettive di rialzi dei tassi a breve).

Grazie all’ennesimo intervento salva-mondo delle BC ci troviamo nuovamente un petrolio a 46-49 dollari al barile; un dollaro un po’ più debole (per ora non oltre 1,15 contro l’Euro); i mercati emergenti in recupero; gli azionari americani sono tornati nei pressi dei loro massimi assoluti… il tutto, con un certo paradosso, in virtù delle maggiori debolezze macroeconomiche del mondo che fanno esitare la Fed rendendo i mercati più tranquilli… ma incerti (sperare in un miglioramento economico oppure no?). Tutto ciò però, come scritto sopra, a scapito di Europa e Giappone. Perché se Kuroda non sembra azzeccarne una, ottenendo come risultato una significativa rivalutazione dello Yen (e relativa caduta dei mercati), Draghi nonostante i suoi sforzi è riuscito per lo più a stabilizzare i mercati obbligazionari ai minimi storici di rendimento… ma poco di più… infatti i mercati azionari sono ai livelli del 2014 e l’Euro è ancora significativamente “forte”. Paradossi dello status quo, finché regge…

Forse è opportuno porre attenzione soprattutto a quanto accade in Giappone che abbiamo sempre definito l’esperimento di politiche ultra espansive in stato più avanzato, l’avanguardia. La deflazione resta, l’economia non si riprende in modo significativo, il declino demografico continua come l’accumulazione del debito. La BoJ è ormai fra i primi 10 azionisti nel 90% delle società del Nikkei 225 e possiede ben oltre un terzo del debito pubblico giapponese… ogni “aggiunta” di misure ultra espansive, da inizio anno, ha prodotto l’effetto contrario a quello desiderato…. cosa può andare storto? Anche con i tassi sul debito praticamente a zero (il trentennale è a 0,35 !!!!) ancora più del 40% delle entrate fiscali è appannaggio del servizio del debito… quale sarebbe l’impatto di un rialzo di un mero 1% sui tassi? Tutti questi rilievi fanno del il Giappone il candidato ideale per un bel helicopter money (ossia dare libero sfogo al debito pubblico per finanziare investimenti/progetti pubblici con la copertura del “stampa moneta” della Banca Centrale = inflazione pura). Senza Elicottero la BoJ dovrebbe ammettere il proprio fallimento, con lei Abe. Comunque, intraprendere la strada dell’Elicottero è come voler attraversare un filo sospeso nel vuoto bendati… se cadi a destra hai l’iperinflazione e se cadi a sinistra ti condanni alla deflazione/depressione. Se inizia il Giappone, causa il meccanismo dei lanci e rilanci, difficilmente la cosa rimarrà confinata lì, non può. Forse è meglio sperare che la FED intraprenda nuovamente la strada della “normalizzazione” alzando i tassi e cercando di gestire ciò che accade…?? Difficile credere che ulteriori aumenti degli stock di debito siano la soluzione più lungimirante… ma tant’è…

In teoria esistono diverse forme di Elicottero (un QE con mano libera ai Governi in merito all’indebitamento, la BC diventa il c/c del Governo, la BC compra debito e lo annulla, le BC distribuiscono denaro a cittadini e imprese, …) una più “simpatica” delle altre. Certo, la storia ha portato le BC a divenir indipendenti proprio per evitare queste possibilità… certo, non è proprio un comportamento da guardiani del potere d’acquisto.
Il caso metaforico dell’elicottero di M. Friedman aveva la funzione di esaltare la straordinarietà della misura utile (“miracle”) ad uscire da una trappola della liquidità. In particolare Friedman poneva la condizione che l’evento Elicottero fosse percepito come unico e irripetibile pena il fallimento dello stesso. In un contesto di guerre valutarie in atto o striscianti ci si può chiedere come l’Elicottero possa evitare il circolo vizioso dei lanci e rilanci in cui sono caduti in questi anni i vari QE. Il timore resta che in assenza di buone nuove e con l’evidenza del fallimento dei QE l’Elicottero diventi politicamente “utile” per togliere le castagne dal fuoco ai più… tanto poi sarà colpa dell’inflazione!!!

Le BC hanno già quasi eliminato la differenza fra la moneta e la quasi-moneta (attività finanziarie di debito) con il rischio di dover subire un evento non rarissimo per la quasi-moneta: intraprendere un percorso asintotico verso lo zero. Un rischio non da poco per chi dovrebbe garantire il potere d’acquisto. L’Elicottero è inflazione pura potrebbe quindi portare ad una situazione in cui la differenza fra debito e moneta scomparirebbe, come quella fra un debitore e l’altro… Cosa accadrebbe se la moneta venisse percepita come potenzialmente non più fissa, o almeno sotto controllo, ma come tendente a infinito? Difficile comprendere gli effetti di un tale scenario in un contesto globalizzato… Certo prima del conto ci sarebbe una grande festa, la più grande e spensierata che ci sia mai stata…

Intanto la Cina ha provato a rianimare la sua economia in rallentamento con un imponente aumento dell’indebitamento complessivo (vedi grafico sotto). Tutto ciò ha portato, per ora, solo una certa stabilizzazione dei dati ma nulla di più. Il renminbi per il momento è comunque tranquillo. Le materie prime riprendono quota più per motivi speculativi che per convincenti elementi concreti. Comunque abbiamo avuto prova che le riflessioni sulla Big Divergence avevano un loro fondamento…

cina rs(fonte: Bloomberg – Riserve  valutarie e incremento mensile dei debiti totali)

Godiamoci lo status quo finché non ci viene indicata la strada da intraprendere: normalizzazione o Elicottero? Oppure cosa? I cigni neri intanto “pascolano” pazienti nelle acque tranquille del laghetto globale.

Piaciuto l’articolo? Condividilo!