Considerando che le manovre ultra-espansive attuate dalle Banche Centrali (BC) hanno “dilatato” i tempi dei cicli finanziari si è pensato di costruire un grafico del MSCI World confrontandolo con una Media Mobile caratterizzata da un orizzonte temporale più ampio rispetto al classico 200 giorni… i risultati sono interessanti.

MSCIW

Il grafico riporta l’Indice azionario MSCI World confrontato con una media mobile a 80 settimane (400 giorni). Come si nota l’indice ha “attraversato” dall’alto la MM80 solo in casi particolari:

  • Crisi del 2007-08
  • Crisi del debito euro prima fase (07/2011-12/2011)
  • Crisi del debito euro seconda fase (05/2012 – 07/2012)
  • Il 15/10 dello scorso anno (per pochi giorni…)

 Anche nei casi in cui l’indice si è avvicinato alla MM80 in quasi tangenza sono stati momenti particolari (La Grecia dichiara il buco; il problema del debito USA sul finire del 2012; crisi Russo-Ucraina del dicembre scorso e i giorni prima dell’accordo sulla Grecia questo luglio…). Da questi momenti l’indice si è allontanato dalla MM80 verso l’alto sempre con una certa veemenza.

Può essere utile anche riguardare il grafico del precedente post in cui venivano confrontati sempre il MSCI World e l’indice CRY delle materie prime. Da quel grafico risulta evidente come la sconnessione fra i due indici inizia proprio nel 2012 quando i vari QE diventano sempre più con evidenza il vero carburante dei rialzi dei prezzi sui vari mercati finanziari (azionari ed obbligazionari). In fondo anche il “We will do what we must” di Draghi fu un sostanziale QE.

In questo momento l’indice MSCI World ha attraversato la MM80 segnalando una l’inizio di una fase di incertezza (per lo meno)… molto dipenderà dalle BC… potrebbero fare la differenza fra un breve “attraversamento” e qualcosa di più serio….

Cina, Petrolio, Brasile, Emergenti, Europa, dubbi sulla crescita globale, emittenti a rischio…. i motivi non mancano… da un po’. Ciò che ha impedito ritorni alla realtà dal 2012 ad oggi sono sempre stati degli interventi delle diverse BC. In quest’ottica il momento recente più significativo è stato sicuramente il 15 ottobre dello scorso anno quando una situazione simile a quella attuale fu risolta dall’intervento di ben quattro BC centrali (Bullard, lo scherzetto di Kuroda, Draghi e la PBoC).

Un’altra notazione riguarda lo stato del QE di Draghi… Come evidenzia il grafico (vedi sotto) del nostro paniere di riferimento l’Euro l’effetto sul cambio è scomparso, i valori sono tornati ai massimi del 2013. Il Dax da un massimo di 12390,75 è tornato molto vicino a quella quota 10 mila che ha rappresentato il suo limite invalicabile del 2014. Dal punto di vista dell’inflazione… meglio sorvolare. Una non efficacia del QE di Draghi che se da un lato può aprire a ipotesi di ulteriori interventi (magari coinvolgendo altre classi di titoli) dall’altro evidenzia la progressiva perdita di “impatto” delle manovre ultra-espansive.

euro

Molto dipenderà dalla volontà delle BC di intervenire in prevenzione oppure ex post (come fecero gli USA con il piano Paulson – TARP nel 2008…) a danno compiuto.

E’ un altro momento “We will do what we must”… sempre che funzioni ancora…

 

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