La Swiss National Bank (SNB) ossia la BC svizzera ha una particolarità che la distingue dalle altre sue omologhe più famose: è una società anonima a statuto speciale quotata in una Borsa Valori. Questa specificità costringe la stessa SNB ad avere un onere informativo maggiore rispetto alle altre BC, sia in termini quantitativi (più informazioni) e sia qualitativi (maggior aderenza ai prezzi di mercato). La qualità saliente che qui ci fa apprezzare il caso della SNB è proprio questa sua necessità di una maggior aderenza alla realtà.Come molte altre BC anche quella svizzera ha dovuto far ricorso allo strumento straordinario detto Quantitative Easing (QE), finalizzato in questo caso soprattutto a limitare l’apprezzamento del Franco Svizzero (CHF) rispetto alle valute di quei paesi che avevano adottato politiche simili. Non possiamo quindi definire la scelta delle autorità monetarie svizzere come variabile indipendente perchè, nei fatti, è stata una conseguenza delle politiche ultra espansive altrui. La SNB non aveva un debito pubblico da sostenere o dei tassi da far scendere. Infatti la SNB non ha acquistato titoli di stato svizzeri ma, progressivamente, 529 mld di CHF (in controvalore) di titoli esteri, 0bbligazioni ed azioni. Per avere dei termini di paragone si può far presente che il PIL svizzero si aggira intorno ai 650 mld, il debito del settore pubblico svizzero viaggia intorno ai 230 mld. Con questo livello di attivi la SNB rientra a pieno titolo fra i primi 40 asset manager globali fra i quali BlackRock primeggia (con oltre 2 mila mld di Asset Under Management), ma se tenessimo conto della FED….?

Leggendo il Bilancio del 2014 si può osservare che al 31/12/14 gli investimenti in valuta della SNB erano allora 510 mld circa e pesavano sul totale degli attivi per un 91%. La seconda voce per peso percentuale degli attivi era la riserva aurea (6,5% del totale). Gli investimenti esteri erano per il 76% obbligazioni e per il 14% azioni. In termini valutari invece l’Euro pesava per un 46%, il dollaro USA per un 29%, la sterlina per meno di un 7% e lo Yen per un 8% scarso.

Come anticipato tempo fa l’assunzione da parte delle BC del ruolo di gestori, di primaria importanza, di attivi finanziari ha modificato il funzionamento e gli equilibri dei mercati finanziari. Oltre all’inflazionamento dei valori le azione delle autorità monetarie hanno prodotto un periodo eccessivamente lungo di credito facile (a causa della costante riduzione dei tassi) e quindi un’ampia cattiva allocazione delle risorse. La facilità ad indebitarsi e i tassi tendenti al negativo hanno anche alimentato un aumento, desiderato (speculazione) e indesiderato (nel tentativo di difendersi dai rendimenti negativi), della propensione al rischio. Un aumento che ha condotto i principali indici azionari mondiali ampiamente oltre i valori del 2007 (il precedente massimo dei mercati), gli indici di volatilità ad annullare la loro utilità e i prezzi di qualsiasi obbligazione ben oltre ogni ragionevole livello di cautela considerando il relativo merito di credito.

Ma le manovre delle BC e i possibili effetti collaterali sono noti… Ciò che non era ancora stato possibile riscontrare erano i possibili effetti delle scelte delle BC sui bilanci delle stesse. Ed è qui che il particolare caso della SNB ci viene in aiuto… Rifacendoci al ultimo report trimestrale disponibile risulta che la SNB ha chiuso il primo semestre del 2015 con una perdita di 50,051 miliardi di CHF (8,7% degli attivi!!!). Tale perdita è quasi tutta ascrivibile alle svalutazioni su cambi del portafoglio estero conseguenti alla scelta (in gennaio) della SBN di abbandonare la difesa di un livello definito del cambio (1,2 nei confronti dell’Euro). La perdita infra-annuale è coperta da poco meno di 85 mld di riserve accumulate nel tempo (su cui il risultato negativo semestrale pesa quindi per il 59,4%). Probabilmente si tratta di un evento straordinario… anche se in uno scenario di guerre valutarie… oppure in uno scenario in cui si registrasse un rialzo repentino dei tassi d’interesse magari in Europa e/o negli USA… lo straordinario potrebbe diventare ordinaria amministrazione.
Il dato mostra quali siano i potenziali rischi per i bilanci delle BC derivanti dalla detenzione di attivi monstre, una volta che li si valuti al prezzo di mercato. Cosa accadrebbe alla SNB se le riserve venissero consumate? Se i prezzi dei titoli in portafoglio dovessero subire cali significativi, come si comporterebbe la SNB? Perché, a differenza della casalinga di Voghera, le scelte della SNB in questo caso sarebbero leggermente più impattanti…

La scelta delle BC di assumere il ruolo di gestori diretti di attivi finanziari di consistenza rilevante espone la stabilita del sistema finanziario globale a rischi che probabilmente sono stati sottovalutati. Gli eventi degli ultimi giorni probabilmente ne sono una spiacevole conferma.

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