La chiamata, a sorpresa, da parte di Tsipras di un referendum consultivo, pro o contro le proposte delle “Istituzioni” (i creditori), ha fornito un’accelerazione negativa agli eventi. Ogni trattativa è caduta. L’Eurogruppo, forse spiazzato, ne ha approfittato per scaricare la colpa sui greci e chiudere la partita. Grexit inevitabile?
Già… ma ora? Dall’Europa non arrivano indicazioni sulle possibili strade da percorrere… vaghe speranze di trattenere la Grecia nell’Unione Europea non costituiscono un’indicazione sul da farsi. Nel pomeriggio di domenica viene resa nota un’ulteriore limatura della proposta ultimativa delle “Istituzioni” (European Commission). Almeno esiste un’ultima offerta. Vedremo… ma intanto… quali le contromisure adottate per evitare contagi o peggio?

La BCE ha deciso di mantenere gli ELA (Guardian) ai livelli concessi venerdì (89 mld). Una mezza decisione che da un lato consente alla BCE di non trattare la Grecia già come “non membro” ma dall’altro rende probabilmente inevitabili i controlli dei capitali (banche chiuse) dando di fatto un’ulteriore spinta alla degenerazione della situazione. Come detto da Draghi (vedi) siamo in campo inesplorato. Difficile dire cosa può capitare da domani…

In Grecia intanto non è ancora chiaro se il referendum, previsto per il 5 luglio, alla fine si terrà. Il Parlamento ha votato ma la decisione deve essere avallata dal Presidente della Repubblica. Risultano tentativi per evitare le urne e riaprire le trattative. Quale senso abbia poi un referendum su una proposta che pare non più valida è tutto da capire. E’ chiaro che il tema sarà… Euro o No Euro.

Sembra che i cocci siano solo della Grecia… siamo sicuri? Qualora la Grecia fosse alla fine costretta ad uscire, su chi si sposterebbero le tensioni, i dubbi, i ribilanciamenti di portafoglio? Quanto valgono i titoli e le garanzie presenti nel bilancio della BCE? Quanto è o potrebbe essere ampia l’area di “dubbio” sul bilancio della BCE? Con quale intensità graverebbero i probabili mancati pagamenti greci sui diversi bilanci dei restanti membri dell’Euro? A che punto scatterebbe l’OMT (scudo Draghi) con relativo memorandum (vincolante e preordinato)? E così via…

Come evidenziato negli ultimi post (vedi 1, 2, 3) con la crisi greca (ma se volete anche con la questione immigrazione, la Brexit, il terrorismo, il bilancio comunitario, l’Ucraina, etc etc) si palesano le inadeguatezze dell’Unione Europea nel suo complesso e quelle dell’Unione Monetaria in subordine. Le difficoltà negoziali sono state più volte approfondite. Secondo alcuni, dopo Grexit la Zona Euro potrebbe, paradossalmente, sembrare persino più solida, più omogena… se non fosse per quel paese con quel debito elevato praticamente insostenibile e con la “competitività disallineata”… Una volta cominciato a sfoltire i rami secchi… difficile fermarsi e addio irreversibilità.

In altri post abbiamo (vedi 1, 2) sottolineato il delicato contesto che anni di politiche monetarie ultra espansive hanno creato. Abbiamo già evidenziato i rischi che una crisi del credito, in qualsiasi luogo avvenga, può scatenare. Non è solo un problema europeo. Tutti i QE fatti rischierebbero improvvisamente di non essere serviti a nulla oppure di risultare per lo meno insufficienti.

Gli eventi incalzano e la situazione in queste ore evolve in maniera frenetica. La speranza del superamento in positivo delle preoccupazioni qui esposte resta… ridotta al lumicino.

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