Anche il 2014 è stato un anno in cui i debiti sono aumentati: in Cina, negli USA, in Italia… ovunque. Che problema c’è? Nessuno se il ritmo con cui crescono è il linea con la crescita economica… It was drowning in debt! Poi ci sono le Banche Centrali che salvano tutti! Forse abbiamo poca memoria e troppa fiducia…
Il 2008 fu una crisi di debiti eccessivi… è bastato lo scoppio della bolla sub-prime per determinare delle forti perturbazioni globali… Oggi la dimensione delle masse debitorie precarie è impressionante…. a più livelli (privato e pubblico) e in più luoghi. La realtà oggi è che non ci possiamo permettere dubbi sulla solvibilità in nessuno dei settori significativi dell’economia perché il sistema finanziario globale rischierebbe di non reggere il colpo. Per questo le Banche Centrali hanno avviato le politiche di Quantitative Easing. Senza la liquidità delle autorità monetarie chi assorbirebbe i debiti in circolazione? Possiamo permetterci crolli nelle materie prime, sui mercati azionari o qualsiasi altra cosa… tanto ci sono le Banche Centrali… purché nessun problema si trasformi in crisi del credito, di solvibilità.

Cosi è dal 2009 che, in virtù delle manovre ultra espansive delle BC, possiamo beneficiare (?) sia di rendimenti ai minimi storici su una pluralità impressionante di mercati e sia di un apparente addomesticamento del rischio. Tutto ciò non è privo di effetti collaterali, di cui qui abbiamo scritto spesso. Fra questi effetti ora possiamo citare anche l’ultima “mossa” della BC svizzera, costretta, a sorpresa, a rinunciare al vincolo di cambio (1,2) fissato nei confronti dell’Euro. Perché? Rischiava di costarle troppo… continuare ad aumentare le dimensioni del suo bilancio nel tentativo di non far rivalutare il Franco rischiava di costare sempre più, soprattutto in termini di rischi assunti. Perché, è ragionevole ritenere che, Draghi o non Draghi, l’Euro vada incontro ad un periodo di significativa svalutazione nei confronti delle principali valute, ed in particolare del Franco Svizzero (tradizionale valuta rifugio). La Banca Centrale Svizzera (BNS) è la prima a cadere sotto i colpi di un eccessivo ricorso a manovre ultra espansive. Ha perso credibilità ed in più le restano in bilancio una quantità di titoli esteri (475 mld di CHF, erano meno di 100 alla fine del 2009) a rischio di svalutazione la cui gestione non sarà facile. Anche la Banca Centrale canadese è dovuta intervenire a sorpresa per ridurre i tassi a causa della caduta del petrolio e nonostante un mercato immobiliare già da tempo “su di giri”. Quale sarà la prossima BC ha sorprenderci?
Il gioco dei lanci-rilanci, più volte descritto, porta ad esasperare le manovre di Quantitative Easing connotando un circolo vizioso la cui destinazione resta ignota. Il tentativo di ognuno di esportare ad altri i propri processi deflattivi finisce per alimentarli a livello globale.

Ora elencheremo qualche esempio per ricordare dove, oggi, qualcosa che nasce come un evento di instabilità si potrebbe trasformare più o meno velocemente in una crisi del credito determinando la degenerazione del circolo vizioso creato dalle politiche ultra espansive delle BC. Naturalmente l’elenco non è esaustivo…

1) Il forte calo del petrolio. Il grafico che segue riporta la suddivisione della produzione giornaliera di petrolio per quote, livello di break-even (sotto il quale si è fuori mercato) e zona di riferimento. Nel lungo termine difficilmente il prezzo del petrolio potrà rimanere al di sotto di un livello di break-even che taglia fuori metà dei produttori… Nel breve termine invece è difficile dire fin dove potrà cadere il prezzo del petrolio… ma soprattutto quanti danni potrebbe causare ai produttori meno “efficienti”. Ci stiamo dimenticando troppo in fretta di cosa ci ha spinto a tirar fuori petrolio dai fondali marini oppure dalle sabbie bituminose. Il mondo del petrolio a basso costo (relativo) è finito da tempo e solo i dubbi sulla crescita globale ci possono far ricadere in questa illusione…

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2) La Cina. Abbiamo già scritto sul rallentamento in corso in Cina (qui, qui, qui, e qui) e quindi ci limitiamo a riportare alcuni stralci significativi di un articolo del Financial Time che parla della crisi dell’acciaio in Cina. Non facciamoci fuorviare dal boom borsistico in atto a Shanghai ora… Tornando all’articolo: «In the past month alone Chinese media have reported on at least nine large steel mills that appeared to be suspended in limbo after halting production but which are forbidden from going formally bankrupt. “There are large numbers of companies across China that should go bankrupt but haven’t done so,” says Han Chuanhua, a bankruptcy lawyer at Zhongzi Law Office, a Beijing legal practice. “The government doesn’t want to see bankruptcy because as soon as companies go bust, unemployment spikes and tax revenues disappear. By stopping companies from going bankrupt, officials are able to maintain the illusion of local prosperity, economic growth and stable taxes.” » e poi ancora poco oltre… «After years of frenetic growth and construction, the slump in China’s real estate sector has created severe problems for upstream industries such as steel, glass and cement that are already suffering from chronic overcapacity».

 3) Il debito pubblico statunitense ha superato sul finire del 2014 i 18 trilioni di dollari. Nonostante il PIL americano abbia un andamento migliore di altri paesi esiste un problema di sostenibilità del debito, benché non immediata. Il debito pubblico era appena (!) un trilione nel 1981. Il grafico che segue illustra la portata dell’accelerazione del debito in confronto al PIL:

(rielaborazione dati FRED – Fed. Res. Ec. Data)

A proposito dei mercati azionari statunitensi. Anche in virtù del recente apprezzamento del dollaro USA la situazione del rapporto fra un indice mondiale e un indice azionario USA è il seguente:

4) Sulle banche e sugli stati europei non credo sia necessario aggiungere granchè… tutto regge in virtù dello scudo Draghi.

Intanto i rendimenti a lungo termine continuano a scendere e anche le materie prime. No crescita, no inflazione. Le BC continuano ha implementare misure di emergenza a sostegno dell’economia. …se non fosse per i mercati azionari ai massimi livelli molti elementi farebbero pensare ad un contesto stile 2008…

 A brevissimo il QE più annunciato della storia, quello di Draghi, dovrebbe diventare una realtà. E dopo? Su chi si sposteranno le attese? Forse guadagneremo qualche mese….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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