Nonostante il recente taglio dei tassi attuato dalla Banca Centrale cinese PBoC i tassi sui mercati interbancari (Shibor) e delle obbligazioni sono in salita. In parte il movimento è legato ad una misura regolamentare che ha ristretto l’ambito dei titoli accettati dalla Banca Centrale come garanzia.
Le ragioni addotte per giustificare il “rincaro” dell’interbancario sono diverse (vedi) ma si deve comunque registrare che la minima misura tesa a limitare l’impetuosa crescita del credito in Cina crea velocemente delle tensioni tali da indurre a ripensamenti. Non per nulla forse la Banca dei Regolamenti Internazionali segnala la Cina fra i paesi a rischio di crisi creditizia (vedi). Certo per ora i movimenti sui tassi non sono paragonabili a quanto avvenuto nell’estate del 2013 quanto i tassi overnight superarono ampiamente il 10% però il ritorno dei tassi più “brevi” in zona 5% fa scattare sicuramente il livello di attenzione….

Che la situazione in Cina non sia propriamente rosea non è una novità (calo costante della crescita; riduzione dei prezzi degli immobili in progressivo peggioramento; fatica sia nelle esportazioni che nella produzione; mercato delle materie prime in difficoltà; etc.) ciò che occorre capire è quali potrebbero essere le conseguenze di questo progressivo deterioramento. E’ nota anche (vedi) la consistente crescita delle masse creditizie post 2008, crescita che non sembra aver risentito del deterioramento dell’attività economica complessiva. Strano, quali criticità nasconde l’incapacità della PBoC di “controllare” la crescita del credito? Si riuscirà a gestire il necessario ridimensionamento del credito senza farlo degenerare in una crisi creditizia?

Un altro elemento da tenere in considerazione nel presente contesto è il rischio di svalutazione del Renminbi. Le manovre ultra espansive adottate dalle Banche Centrali hanno causato un susseguirsi di svalutazioni speculative di valute di paesi diversi. Tutti desiderosi di recuperare competitività commerciale (a scapito altrui). Fra gli altri il Giappone è il paese che più si è spinto nelle “sperimentazioni” monetarie con il preciso intento di svalutare lo Yen, cosa che uno dei suoi principali competitor, la Cina, potrebbe non gradire trovandosi costretto a reagire. Così dopo lo scherzetto di Kuroda il Renminbi ha ripreso a svalutare rispetto al dollaro USA avvicinandosi a livelli massimi dell’anno. Quante manovre ultraespansive di quante BC annullerebbe una svalutazione significativa del Renminbi?

Ricordiamo poi il caso Qingdao, lo scandalo sulla pluriutilizzazione di partite di materie prime per ottenere finanziamenti. Per un paese “produttore” come la Cina il finanziamento delle imprese tramite partite di materie prime è la norma, una parte importante del sostentamento delle imprese. Se venisse meno un canale importante significativo di finanziamento in un paese affamato di credito ciò potrebbe essere un problema? Le indagini arrivano ad ipotizzare operazioni dubbie per dieci miliardi di dollari… (vedi e anche). Intanto sono state avanzate numerose cause dalle banche, locali ed estere, desiderose di veder riconosciuti i loro crediti e le relative garanzie (vedi). Se le cause dovessero dar torto alle banche le conseguenze per il mercato del credito legato alle materie prime potrebbe essere rilevante.

 

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