Ovviamente si scherza. Certo volevamo sottolineare che qualche giorno fa abbiamo scritto in proposito alle possibili scelte della BCE:
“Impressiona infatti la velocità di giapponesizzazione dell’Europa. Un elemento che ci ricorda come sia il Giappone la vera avanguardia delle diverse strategie monetarie: dai risultati della Abenomics si potranno intuire implicazioni che potrebbero poi valere anche per futuribili esperimenti della BCE. Da questo paragone si potrebbe far derivare l’apparente inevitabilità della scelta di Draghi in favore di un vero e proprio QE. Apparente, perché potrebbe anche rappresentare il limite oltre il quale l’Europa, per come funziona ed è costruita oggi, non può spingersi. I mercati oggi scommettono comunque che Draghi potrà e farà.” (vedi).

Ieri in un’intervista a Bloomberg lo stesso Schaeuble ha detto (da Bloomberg): ‘‘Monetary policy can only buy time,’’ “Liquidity in markets is not too low, it’s even too high. Therefore I think monetary policy has come to the end of its instruments and therefore what we urgently need is investments, regaining confidence by investors, by markets, by consumers.” e poi “I don’t think ECB monetary policy has the instruments to fight deflation, to be quite frank”. Fine dei giochi… inutile comprare ancora tempo. (versione video dell’intervista)

Sottoscriviamo. Quella di Schaeuble è un’interpretazione dell’attuale contesto non dissimile da molte riflessioni fatte nei nostri post ma contrasta con il sentiment prevalente sui mercanti finanziari. Certo, ultimamente i mugugni di Schaeuble sono stati abbastanza ignorati… ma il limite c’è. Sarà Draghi in grado di superare quel limite? Avrà la forza politica di fare ciò che comunque ci permetterà, al più, di guadagnar tempo e aspettare che altri si trovino nella condizione di porre termine al diluvio di liquidità?

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