Alla fine Draghi parlò. Sarà per l’attesa frustrata degli ultimi cinque mesi ma il risultato per il momento è scarsotto. Pur utilizzando buona parte degli strumenti a sua disposizione (LTRO, ABS, tassi negativi, non sterilizzazione) l’effetto sui mercati è ancora connotato più da prudenza che da entusiasmo.  Come scrivevamo in un precedente post il trade-off fra i rischi a cui ci si espone e i guadagni incrementali potenzialmente ottenibili con l’apertura di ogni nuova posizione è sempre più a favore dei primi e quindi dell’immobilità. Osserviamo una deriva positiva, fatta da limitati aggiustamenti incrementali e frettolose ricoperture dei ribassisti, che tende anch’essa a perdere di veemenza.
Senza dati economici rassicuranti la fiducia che spinge ad investire non la possono dare certamente le ossessive manovre di quantitative easing. Questo elemento di fatto non è stato modificato. Persino il titolo di questo post sa di vecchio… Da quanto le Banche Centrali stanno elaborando strategie volte per lo più a guadagnar tempo in attesa di quella fantomatica crescita strutturale che ci potrebbe portare fuori dalla crisi? Intanto quasi tutti gli squilibri che avevano prodotto la crisi del 2008 sono nuovamente lì, anzi si sono estesi, i danni potenziali sono aumentati  (più debiti, più shadow banking, più derivati, più dollari in circolazione,…). Le bolle create dalle Banche Centrali non sono riconosciute come tali solo perché chi dovrebbe tutelare i mercati coincide con chi sta sostenendo ad oltranza un “effetto ricchezza” sempre più scollegato dalla realtà economica.
Se l’obiettivo di Draghi era porre un argine ai danni derivanti da un eccessivo rafforzamento dell’Euro allora dovremmo giudicare la sua efficacia valutando gli effetti sui cambi nelle prossime settimane. Il cambio come tornasole dell’iniziativa… anche per l’enfasi che lo stesso Draghi ha dato a questa variabile nelle precedenti conferenze stampa in BCE. È vero che alcune delle iniziative annunciate dalla BCE avranno effetto o inizieranno più in là nel tempo (LTRO e ABS). Questo però è il problema, nel breve di liquidità aggiuntiva i mercati ne vedono poca.
Per farsi un’idea riproponiamo il nostro paniere (vedi post) di valute contro l’Euro aggiornato (dati Bloomberg rielaborati e segmento fra i due punti rossi indicante il periodo di pubblicazione del post):


Come si può notare di strada da fare… (obiettivo ragionevole 105-110?).
No, si può obiettare, l’obiettivo era fronteggiare principalmente la disinflazione. Qui per valutare i risultati ci vorrà più tempo. Anche qualora le banche utilizzassero la liquidità dei nuovi LTRO (che di fatto non faranno altro che sostituire i vecchi) per finanziare le imprese gli effetti sull’economia si vedranno al più presto fra un anno, forse. Crederete mica alla condizionalità postuma prevista per i nuovi LTRO? Come spieghereste altrimenti gli ulteriori apprezzamenti dei periferici Euro? Visti i precedenti della FED e della BoJ anche nel medio termine i dati potrebbero essere poco apprezzabili.
Quindi converrete che Draghi ha nuovamente preso tempo sperando nella deriva positiva e lanciando la palla nel campo delle alte Banche Centrali. Lui non ha più in mano il cerino acceso… lui.

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