La Banca Centrale cinese sta nuovamente provando a frenare la crescita delle masse creditizie dell’economia del Dragone chiudendo i rubinetti delle operazioni di mercato aperto.
L’inflazione sale in modo inatteso (soprattutto sul lato immobiliare) e quindi le autorità monetarie devono provare a contenerla anche in presenza di una crescita debole. Un analogo tentativo in maggio ha creato sufficiente “volatilità” da far soprassedere le autorità dal loro intento… ora grazie ad alcuni dati economici rassicuranti sperano di riuscire a gestire quella che è, a tutti gli effetti, una manovra restrittiva senza creare troppi contraccolpi.
Vengono poi segnalati aumenti nei crediti non performing, in conseguenza di esportazioni deboli, che pesano sul sistema finanziario (compreso quello “ombra”).
Gli effetti di quanto indicato si fanno ovviamente sentire sullo Shibor… (vedi anche)


Nel frattempo l’indice  HSBC-PMI manifatturiero si è attestato a 50,9: un valore più incoraggiante che buono. Restiamo nell’ambito della stabilizzazione del ciclo economico piuttosto che in quello dell’accelerazione della crescita.
Non per nulla, forse, lo Shanghai Stock Exchange Composite Index fatica a superare quota 2300 da giugno.

Per approfondire: uno; due; tre; quattro.

Piaciuto l’articolo? Condividilo!