A) La Banca Mondiale ha ridotto le stime di crescita dei principali paesi emergenti asiatici (vedi 1 e 2).
Alcuni passi salienti dei comunicati:
Authorities need to be ready to respond to a steady increase in interest rates in advanced economies, and redouble their efforts to restore and maintain financial stability”.
E’ la Banca Mondiale a dirlo…
Growth in larger middle income countries including Indonesia, Malaysia, and Thailand is also softening in light of lower investment, lower global commodity prices and lower than expected growth of exports”.
In pratica, il modello pre-2008, che vedeva i paesi sviluppati come compratori e quelli emergenti come produttori-esportatori, non è ancora stato superato da un modello più equilibrato di divisione globale del lavoro, dei consumi e della ricchezza.

The impact of tapering on capital inflows in the region may also be offset by “Abenomics,” Japan’s new strategy to revive growth, which could increase Japanese investment in the region”.
In pratica la Bank of Japan dovrebbe riversare sugli emergenti le risorse non utili a tener bassi i rendimenti dei suoi titoli di stato. Ipotizzabile? Sempre che residuano risorse, non si vede quali vantaggi potrebbe trarne il Giappone ad alimentare altre bolle oltre a quelle domestiche… Quanta anomalia strutturale c’è in quest’idea di una Banca Centrale trasformata in un fondo comune o… sovrano? Con buona pace dell’indipendenza e terzietà delle autorità monetarie…

B) Un articolo “tranquillizzante” del Telegraph che enfatizza la Quarterly Review della Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS).

C) Un grafico a proposito del presunto deleveraging in atto negli USA post 2008…

credito al consumo

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