Riportiamo qui le principali voci del bilancio della FED (fonte) così come si sono modificate negli ultimi anni. In seguito all’attuazione delle diverse versioni di quantitative easing, la dimensione complessiva del bilancio FED è cresciuta del 280% ossia è quasi quadruplicata. La principale trasformazione è comunque avvenuta nella composizione del bilancio. Di fatto la FED si è trasformata in un fondo comune d’investimento.
Nei numeri, proprio in essi, il ruolo e la natura della FED sono cambiati e di conseguenza gli obiettivi che dovrà perseguire. Difficile non valutare come problematico il fatto che oltre il 50% del bilancio della FED sia attualmente “investito” in Treasuries cioè nei titoli pubblici USA. Pensare che questo non influenzi l’autonomia sia della FED che del Governo USA è ingenuo ma non è neppure il principale problema che si pone. Per quanto tempo potrà la FED comprare Treasuries?

Reserve Bank credit, related items, and reserve balances of depository institutions at Federal Reserve Banks:
09/07/2008 14/07/2010 13/07/2011 11/07/2012 10/072013
U.S. Treasury securities (1) 478.951    777.005 1.630.414 1.662.637 1.952.529
Mortgage-backed securities (2) 0 1.128.560    908.853    855.054 1.208.152
Foreign currency denominated assets n.d. n.d. n.d. n.d.      23.216
Other   455.207    477.442    383.081    392.243    362.523
Total factors supplying reserve funds 934.158 2.383.007 2.922.348 2.909.934 3.546.420
Currency in circulation (3)  832.959 945.506 1.030.012 1.116.108 1.199.941
Other 97.403 368.704 207.368 268.152 263.426
Total factors, other than reserve balances, absorbing reserve funds (A)   930.362 1.314.210 1.237.380 1.384.260 1.463.367
Reserve balances with Federal Reserve Banks (B) 3.796 1.068.798 1.684.969 1.525.674 2.083.053
(A)+ (B) = 934.158 2.383.007 2.922.348 2.909.934 3.546.420

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note:
 (1)     Face value of the securities
(2)     Guaranteed by Fannie Mae, Freddie Mac, and Ginnie Mae. Current face value of the securities, which is the remaining principal balance of the underlying mortgages.
(3)     Estimated
(Rielaborazione dati US Federal Reserve – dati espressi in milioni di dollari USA)

 

 

 

 

 

 

 

Per farsi un’idea adeguata della questione occorre dare una certa proporzione alle dimensioni delle “disponibilità” della FED. Oggi la FED è il principale(*) detentore conosciuto di Treasuries al mondo (circa 11% del totale in circolazione). La Cina, secondo dati del Ministero del Tesoro statunitense (vedi), ha investito in Treasuries poco più di 1300 miliardi di dollari rappresentando il primo detentore estero. La FED ne ha di più. Tutti i paesi dell’Area Euro, per quel che risulta dagli stessi dati, non dispongono insieme dell’ammontare di titoli in mano alla FED. A questi ritmi di crescita in meno di un anno la FED supererà la coppia Cina e Giappone ossia i due principali detentori esteri di Treasuries (con oltre il 40% del totale detenuto dai foreign holders). In termini di paragone è come se la FED possedesse quasi tutto il debito pubblico italiano espresso in titoli di stato …

D’altra parte, senza Cina e FED, chi avrebbe sostenuto i sostanziosi deficit che gli USA hanno prodotto negli ultimi anni? Il Giappone che è già un “aficionado”? Lo avrebbe potuto fare solo se particolarmente desideroso di stampar moneta per sostenere gli sperperi altrui. L’Europa? Ha già troppi problemi per conto suo… Sembra quindi che i vari QE fossero alquanto inevitabili, come anche il coinvolgimento della Cina. Da questo punto di vista anche l’ingresso frettoloso della Cina nel WTO, nei primi anni del nuovo millennio, assume un rilievo e una giustificazione più ampi. Chi comincerà a vendere per primo i Treasuries…  la Cina o la FED? Potrebbe trattarsi anche solo di necessità ma è comunque un’ipotesi possibile da non sottovalutare.
A questo punto, con i tassi a zero e i QE assai usurati nella loro efficacia, possiamo considerare la Fed in grado di poter opporre alcun che nei confronti di un inevitabile rialzo dei tassi? Solo una crescita economica a tassi sostenuti o comunque significativamente superiori ai deficit pubblici annuali statunitensi può evitare al mondo globalizzato grossi guai. Solo una riduzione del debito USA (e non solo del suo deficit) consentirebbe quindi alla FED di sbarazzarsi, in proporzione, dei suoi Treasuries senza creare problemi di liquidità al mercato secondario degli stessi e, conseguentemente, alle sue aste di emissione. Quindi in assenza di una crescita sostenuta gli USA andranno incontro a una solvibilità potenzialmente problematica.

Se la presenza della FED è ingombrante sul mercato dei Treasuries, probabilmente il più ampio al mondo, si può ben ragionare per analogia relativamente a quello più “piccolo” dei MBS, ossia delle cartolarizzazioni dei prestiti ipotecari, proprio quel mercato su cui più ha pesato la crisi del 2007-08. Si può notare che la FED valorizza i suoi Mortgage-Backed Securities al valore facciale e che la quasi totalità di essi hanno una scadenza superiore ai dieci anni. A voi le deduzioni del caso…

(*) In realtà il primo detentore è il “Federal Old-Age and Survivors Insurance Trust Fund” con 2.672 mld di dollari di titoli in portafoglio (al giugno 2013) ma esso svolge un ruolo che può essere considerato “passivo” in quanto acquista titoli in base alle finalità del fondo medesimo previste dalla legge. Il Fund indicato infatti fa parte di quegli oltre 4 mila mld di debito intergovernativo al netto dei quali il peso della FED sul totale del debito in titoli passa dal 11% ad oltre il 16%.

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