Per questo libro userò un termine che utilizzo con massima parsimonia: rivelatore. Pur essendo ormai in qualche modo datato (la prima ed. è del 2007) è sicuramente un imperdibile per chi volesse addentrarsi nei meandri della globalizzazione. Perché? Apre dei mondi e ti ricostruisce la storia degli ultimi trent’anni in un ottica diversa, più ampia ma più “intimamente” interconnessa. Ti rendi conto di aver subito comunque, magari anche solo in parte, una propaganda manipolatrice. Una propaganda che batteva un solo tempo: Crescita, Crescita, Crescita… a qualsiasi costo.
Il testo della Klein è stato, comunque la si pensi, innovativo e sostanzialmente premonitore. Innovativo perché lo spiattellamento critico della teoria della shock economy supportata da sostanziose argomentazioni, nel 2007, ha rappresentato una novità assoluta, una vera voce fuori dal coro in un momento in cui la musica sul Titanic si diffondeva ancora in modo piacevole e consolatorio. Quando la crisi del 2008 si è poi palesata in tutta la sua potenza il libro della Klein si è trasformato da meramente innovatore in premonitore perché ha illustrato in anticipo il modus operandi dei Governi e delle Banche Centrali mondiali dall’inizio della crisi ad oggi. Lo shock è stato tale che nessuna delle cause all’origine della crisi è stata affrontata e tutti i responsabili sono ancora sostanzialmente al loro posto, tranquilli e in alcuni casi più ricchi (i più “meritevoli”!?!).
Per cogliere appieno la forza di Shock Economy dovete però essere pronti a rivedere i vostri giudizi degli ultimi decenni. Dopo… la globalizzazione, per come la intendevate, non esisterà più. Ed è un bene perché vi aiuterà a comprendere meglio quanto sta accadendo. Parole come “austerity”, “deregulation”, “privatizzazione”, “libero mercato”, “innovazione”, “futuro” e naturalmente “crescita” acquisiranno un significato nuovo, più reale. Comincerete a comprendere perché, nonostante tante belle parole e promesse, le democrazie stiano morendo insieme alla c.d. classe media.

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