“There were no optimal solutions available, only hard choices.” O. Rehn a proposito dell’accordo su Cipro.

Alcune conseguenze negative dopo Cipro:
a) Per consentire la ristrutturazione delle banche cipriote sono stati comunque coinvolti sia gli obbligazionisti senior sia i depositanti.
b) Per la prima volta vengono imposti nell’area Euro blocchi ai movimenti di capitale.
c) Per come si è sviluppato il processo di ristrutturazione delle banche cipriote, si determineranno delle conseguenze negative sulla situazione economica della Grecia.
Effetti negativi che potrebbero richiedere ulteriori “aggiustamenti” per la Grecia.
d) E’ dubbio che le misure di salvataggio risulteranno sufficienti visto come è degenerato il contesto con l’implementazione delle stesse. Legittimo temere che a breve serviranno ulteriori provvedimenti.
e) E’ chiaro a tutti che per l’Eurogruppo ogni caso è unico e richiede misure specifiche non sempre “rispettose” delle regole in vigore.
f) Si è radicalizzato ed esteso a livello europeo il partito critico nei confronti dell’attuale gestione dell’Unione Monetaria.
g) La struttura economica dell’economia cipriota è stata profondamente cambiata e questo dovrebbe avere pesanti effetti negativi sul suo Pil. Ma Cipro è piccola…

If there is a risk in a bank, our first question should be: “Ok, what are you the bank going to do about that? What can you do to recapitalise yourself?” If the bank can’t do it, then we’ll talk to the shareholders and the bondholders. We’ll ask them to contribute in recapitalising the bank. And if necessary the uninsured deposit holders: “What can you do in order to save your own banks?”
In other words, taking away the risk from the financial sector and taking it onto the public shoulders is not the right approach. If we want to have a healthy, sound financial sector, the only way is to say:
“Look, there where you take on the risks, you must deal with them. And if you can’t deal with them, you shouldn’t have taken them on and the consequence may be that it’s end of story.” That is an approach that I think we should, now that we’re out of the heat of the crisis, consequently take.”
Parole di J. Dijsselbloem attuale Presidente dell’Eurogruppo.
(Il testo completo è qui)

Le dichiarazioni di Dijsselbloem sono in evidente contrasto con quello che si era lasciato credere ai mercati, in merito alle ricapitalizzazioni bancarie, con gli incontri dell’Eurogruppo di fine 2012. Vedremo se questo apparente cambio di rotta si concretizzerà nelle prossime settimane in caso di eventuali “necessità” bancarie in Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda….
Ritengo Cipro un caso unico ma è anche vero che il principio di coinvolgimento dei privati si va sempre più consolidando.

Per il 2012 il deficit finale della Francia si è fermato al 4.8% (5.3% nel 2011) e il debito al 90.2% (in valor assoluto 1800 mld): entrambi i dati sono peggiori delle previsioni del governo. Dato sui consumi delle famiglie francesi di febbraio: -2.9% a/a.
Aujourd’hui, prolonger l’austérité, c’est le risque de ne pas aboutir à réduire les déficits et la certitude d’avoir des gouvernements impopulaires dont les populistes feront une bouchée le moment venu”, a-t-il expliqué avant de conclure : “Etre dans l’austérité, c’est condamner l’Europe à l’explosion”.
François Hollande (da “Le Monde”)

La Spagna è stata forzata a rivedere al rialzo il dato sul deficit di bilancio del 2012 a quasi il 7%, per adeguarsi alle regole contabili richieste dell’Unione europea.
Bankia. Chi aveva partecipato alla IPO del 2011 ha perso praticamente tutto. Per gli obbligazionisti subordinati si prevedono tagli del 36-38%.
I paesi Brics procedono nella loro intenzione di creare una World Bank dei paesi in via di sviluppo. Un altro segno del cambio paradigmatico che colpisce il sistema Bretton Woods.

L’Argentina ha perso il ricorso presentato in un tribunale di New York contro il giudizio che le imponeva una cauzione di 1.3 mld di dollari. Il tutto è legato alle controversie ancora aperte dopo il default del 2001. L’importo della cauzione è considerevole al punto che potrebbe portare ad un nuovo default del paese sudamericano perché potrebbero essere sequestrati i pagamenti dei bond derivanti dal concambio post default.

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